Coronavirus: È boom di strumenti a supporto dello Smart Working in Cina

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Dall’inizio dell’anno la diffusione del coronavirus ha avuto un’escalation devastante sulla vita della popolazione e dell’economia cinese. 
A distanza di quasi due decadi dalla SARS, quando parallelamente alle misure precauzionali messe in atto dal governo c’è stata la crescita esponenziale dell’industria e-commerce cinese, questa nuova epidemia ha spinto i giant tech player del mercato cinese a sviluppare diverse soluzioni per rispondere alle nuove esigenze della popolazione. Le limitazioni imposte dal governo in termini di mobilità e posticipo al rientro al lavoro e a scuola hanno spinto milioni di persone ad utilizzare strumenti che permettessero di poter lavorare e seguire le lezioni da remoto. 
Secondo i dati diffusi dall’azienda di data analytics QuestMobile, il tempo medio passato dalla popolazione cinese sul mobile web è salito da 6,1 ore al giorno a gennaio, a 6,8 ore durante le festività del Capodanno cinese, fino a 7,3 ore al periodo di “regime” smart working dovuto al posticipo della data del rientro negli uffici. 
Prevedibile che le maggiori soluzioni adottate dalle aziende per le comunicazioni intra-azienda, funzionalità di video conferenze e cloud storage siano fornite dalle aziende tech più importanti più importanti nel panorama cinese come Alibaba con Dingtalk (钉钉), Tencent con WeChat Work (企业微信) e ByteDance con Lark (飞书).
1. Dingtalk: La prima scelta delle aziende
Alibaba, dopo un primo tentativo fallito di replicare un’app che potesse contrastare la leadership di WeChat nel mercato della messaggistica, ha creato nel 2014 Dingtalk. L’applicazione è al momento in prima posizione nell’Apple Store con un bacino di più di 10 milioni di aziende e 200 milioni di utenti registrati. L’aumento esponenziale degli utenti è dovuto al fatto che la piattaforma è stata adottata da numerose scuole e università per le sue funzionalità di chat, videoconferenza per le lezioni, video streaming, e il cloud storage.
2. Tencent perfeziona WeChat Work
WeChat è l’applicazione di messaggistica di riferimento nel mondo cinese. Nel periodo in cui è diventato popolare nel 2011 è stato scelto da diverse aziende come modalità di comunicazione. Successivamente nel 2014, Tencent ha introdotto la possibilità di aprire un Enterprise Account, il quale era sempre all’interno dell’applicazione e raggruppava le chat di lavoro all’interno di un folder e permetteva ai dirigenti di fare comunicazioni ufficiali.
Nell’aprile del 2016, Tencent ha separato la funzionalità aziendale in un’app rinominata WeChat Work introducendo parallelamente diverse features come ad esempio tasks e calendario, WeChat CRM, mini program store e cloud storage. WeChat Work è attualmente al secondo posto nell’Apple Store con più di 2,5 aziende e circa 60 milioni di utenti attivi.
3. Non solo short-video app, arriva Lark
Il cerchio si chiude infine con Lark, app lanciata da ByteDance nell’aprile del 2019 ed è caratterizzato da un design moderno che ricorda Slack, uno dei tool di project management più utilizzato in Europa, con l’integrazione di funzionalità come chat di gruppo, documenti in cloud, app store, etc. 
Possiamo notare come ByteDance si stia muovendo bene sulla falsa riga della strategia adottata con TikTok con interfaccia western user friendly. Lark ha avuto una crescita esponenziale del bacino utenti grazie a campagne advertising all’interno di Douyin, la versione cinese di TikTok.
Da menzionare infine anche il lancio di Huawei nel dicembre del 2019 della sua piattaforma Huawei WeLink. Secondo Sensor Tower, azienda di app ranking, queste applicazioni hanno registrato una incredibile crescita annuale di download nel periodo tra 22 gennaio e 20 febbraio di: Dingtalk +1.446%, WeChat Work +572% e Lark +6.085% (da aprile 2019).
La domanda ora è se questi strumenti di lavoro saranno mantenuti al rientro negli uffici. 
  

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