LA 127° CANTON FAIR SARÀ ONLINE: UN ESEMPIO PER LE ALTRE FIERE?

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L’edizione primaverile della China Import and Export Fair, comunemente chiamata Canton Fair, quest’anno si terrà online nella seconda metà di giugno. È la prima volta nella storia che la più grande fiera del mondo non si svolgerà fisicamente nella città di Guangzhou (Canton) dove da 63 anni viene organizzata due volte all’anno a fine aprile e a ottobre, e in ogni sessione accoglie qualcosa come 200 mila buyer provenienti da ogni angolo del mondo.
A maggior riprova della gravità della crisi causata dalla pandemia di covid-19 basti pensare che la Canton Fair non si era fermata neppure nel 2003 con la SARS. A quasi vent’anni di distanza, però, lo scenario digitale si è evoluto a sufficienza da poter permettere di organizzare eventi di questa portata online.
La comunicazione è arrivata direttamente dal Premier Li Keqiang, dopo che era stato fatto di tutto per mantenere l’evento fisico su larga scala fino a poche settimane fa. La Canton Fair infatti rimane ad oggi la principale piattaforma di lancio per i produttori cinesi che vogliano mostrare i loro prodotti per l’export ai buyer internazionali, ed è spesso considerata come il barometro dell’economia produttiva del paese.
Considerando che gli ordini di prodotti cinesi hanno ricevuto una brusca frenata sia negli Stati Uniti che in Europa – secondo dati pubblicati dalla China Ports and Harbours Association il trasporto di container è calato del 4.4% nella prima settimana di aprile rispetto alla precedente nei principali 8 porti cinesi – Pechino ha espresso crescente preoccupazione per l’export, uno dei motori principali dell’economia del paese che supporta 180 milioni di posti di lavoro.
Anche gli economisti della Bank of America hanno stimato che l’export cinese possa essere calato del 14% rispetto al marzo dello scorso anno. A questo vanno aggiunte altre problematiche di lungo periodo come l’aumento continuo dei costi del lavoro e della terra, oltre che le crescenti ostilità internazionali, un clima di sfida a livello globale che era già presente prima dello scoppio della recente pandemia.
Alla luce di tutto ciò, non sorprende dunque che il governo cinese abbia fatto di tutto per mantenere in vita il principale evento per l’export. Davanti all’impossibilità di organizzare un evento fisico come di consueto, sarà molto interessante scoprire le modalità di evoluzione digitale, che potrebbero segnare ancora una volta la strada da seguire per numerosi altri eventi fieristici internazionali che stanno soffrendo in questo periodo.

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