DONNE ALLA RISCOSSA: SHE ECONOMY IN CINA

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Le consumatrici cinesi riconfermano il loro ruolo fondamentale nella digital economy del Dragone. Nel pieno di quella che è stata battezzata dai più come “She-era”, un’era “al femminile” per il mercato e-commerce cinese, le consumatrici non smettono di mettere mano al portafoglio e dimostrano di essere disposte a spendere di più per raggiungere un migliore stile di vita e migliori prospettive per il proprio futuro. Ecco i trend principali che caratterizzeranno questo mercato.

 

Self-spending

Le consumatrici cinesi spendono molto di più per sé stesse rispetto che in passato. Trend già confermato durante lo scorso anno, le spese personali volte a raggiungere stili di vita più attivi o collegate a trattamenti estetici costituiscono una importante valvola di sfogo rispetto agli acquisti per tutta la famiglia. Un recente report di Tencent (in cinese) rivela che le consumatrici tra i 30 ed i 45 anni investono più in formazione rispetto alle colleghe più giovani. In base allo studio, questo segmento della popolazione acquista una media di 8 libri all’anno, dei quali la maggior parte verte su temi relativi all’acquisizione di nuove competenze. In questa direzione, le tematiche più comuni vanno dalla coltivazione di sé ad una più efficiente gestione delle proprie finanze e del proprio portafoglio di investimenti. Una particolare menzione va fatta per le consumatrici che vivono in città di seconda e terza fascia (capoluoghi di regione ed importanti centri economici come Wuhan e Hangzhou), che sembrano essere le più interessate ad acquisire conoscenze di questo tipo.

 

Professional Skincare & nicchie

La skincare continua a farsi prepotentemente strada tra le consumatrici che ora sono alla ricerca di prodotti sempre più sofisticati ed efficaci piuttosto che a buon mercato. A fianco agli articoli più blasonati (latte detergente, maschere e lozioni) si sta sviluppando una nutrita “community” attorno ai prodotti bio. Prendendo a pieno dalla passata crisi sanitaria, questi prodotti sono riconosciuti per essere maggiormente sicuri rispetto alle controparti non naturali, seppure queste proprietà necessitino ancora di tempo prima di poter essere universalmente riconosciute in Cina (QuestMobile, in cinese). La maggiore domanda di prodotti skincare più specifici rispetto a quanto visto in passato è stata percepita anche dalle piattaforme, che puntano direttamente ad educare il mercato aggiungendo nuovi “step” nella regolare toelettatura delle consumatrici, come nel caso della cura del capello e della cute, in particolare per fasce d’età dai 25 ai 35 anni. Ulteriore attenzione va posta sui prodotti per la colorazione del capello, per i quali il mercato sta mostrando una domanda sempre più consistente, soprattutto nel caso di trattamenti che possano essere applicati direttamente a casa (iimedia, in cinese).

 

Supermoms

Con la spesa media per bambino in aumento e la nuova politica del “terzo figlio” alle porte, le “Super Mamme” cinesi (辣妈妈làmāma) sono sicuramente un segmento da tenere in considerazione. Spendendo mediamente dai 1000 ai 5000 RMB al mese insieme ai propri partner, sono consumatrici molto attive e poco sensibili al prezzo quando si tratta della salute e del benessere dei propri figli. Eppure, non si lasciano sfuggire gli ultimi trend in campo fashion e beauty, così come non evitano di concedersi tempo per sé stesse.

 

Social Commerce

Al gennaio di quest’anno, le utenti internet cinesi sono state stimate a circa 547 milioni, con una crescita dell’1.7 rispetto agli anni precedenti. Tra i vari canali accessibili alle consumatrici, il social commerce, ovvero la pratica di acquistare prodotti senza uscire dai social, sta andando per la maggiore grazie al supporto alle vendite dato dal live streaming. A Taobao Live, leader indiscusso del mercato “Live” cinese, si affiancano Douyin (Tiktok) e Kuaishou (Kwai), due delle più famose short-video app cinesi, ora molto gettonate dalle consumatrici per seguire i loro livestreamer preferiti, acquistando in diretta i prodotti che vengono sponsorizzati di volta in volta. WeChat e i suoi Mini Program costituiscono ancora la migliore alternativa alla vendita sui marketplace più conosciuti. Veri e propri “app nella app”, i Mini Program sono spesso utilizzati dai brand per creare la propria piccola “bottega virtuale”, consentendo agli utenti una esperienza di acquisto in app senza “frizioni” dovuti a link esterni. In questo modo le consumatrici possono subito condividere gli acquisti al di sopra dei propri profili privati o invitare i propri contatti a partecipare ad eventuali acquisti di gruppo (group buying). Non a caso i Mini Program WeChat delle due più importanti piattaforme di group buying cinesi, Pinduoduo e Jingxi, sono frequentati principalmente da un pubblico femminile (Questmobile, in cinese).

 

 

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