ICE: “L’ASIA GUIDERÀ LA RIPRESA DELL’EXPORT MONDIALE, CINA IN TESTA”

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Secondo un recente rapporto ICE, il Covid-19 farà perdere 3 anni all’export. Tuttavia il Made in Italy, che non è passato indenne dalla pandemia, ha buone chance di ripresa. Come chiarisce il Direttore Generale Ferro, i primi due mesi del 2020 “sono stati positivi per l’export: +4.7% tendenziale, nonostante a febbraio fosse già evidente il rallentamento dei flussi con la Cina”. 

 

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Riprende l’export: +35% nel bimestre aprile-maggio

Importanti i dati Istat. L’istituto nazionale ha recentemente pubblicato le rilevazioni del periodo gennaio–maggio 2020 che hanno visto l’export in caduta del 16%, ma l’andamento si è ribaltato nel bimestre aprile-maggio con una crescita del 35%. Un primo segno di ripresa delle attività.

 

La pandemia non ha solo intaccato l’export, ma ha anche cambiato i consumi

 

Come riporta Il Sole 24 Ore, ad aprile ICE stimava su dati Prometeia una flessione dell’export italiano di beni – a prezzi costanti e nell’ipotesi di stabilità della quota di mercato per paese di destinazione – nell’ordine del 12% quest’anno, per poi crescere del 7,4% nel 2021 e del 5,2% nel 2022. In questo quadro, l’export del nostro paese tornerà ai livelli del 2019 solo nel 2022. 

Sicuramente il Covid-19 ha segnato una brusca frenata per il nostro export. Il Made in Italy ha de facto perso tre anni di crescita, registrando il primo forte stallo dal 2010. Sempre come riporta il quotidiano di Via Monte Rosa, l’Istat ha previsto per il 2020 un calo del 13,9%, per beni e servizi e la Commissione Europea, sempre per beni e servizi, stima una flessione del 13%. 

 

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L’Asia pronta guidare la ripresa nel 2021, Cina in testa

Secondo lo studio ICE-Prometeia, la ripresa degli scambi mondiali nel 2021 sarà guidata dall’aggregato degli Emergenti Asia (+10,3% e +8,2% per l’import di manufatti rispettivamente nel 2021 e 2022), Cina in testa. Di grande importanza è il fattore e-commerce, vero volano nella spinta delle vendite dei beni di consumo.

 

I Millennials e la GenZ guideranno i consumi del Dragone nell’immediato futuro.

 

Dal punto di vista delle categorie merceologiche, lo studio ICE ha sottolineato come i cali più importanti nel 2020 sono previsti nei mezzi di trasporto, con l’import mondiale di autoveicoli e moto in contrazione del 16% a prezzi costanti e una domanda globale di cantieristica in forte flessione (-12%). Il ridimensionamento potrà essere più contenuto nei settori meno ciclici e favoriti nel paniere di spesa associato all’emergenza, quali la chimica farmaceutica (-9,6%), l’alimentare e bevande (-10,6%) – con una forte contrazione della domanda del canale Ho.Re.Ca – e elettronica ed elettrotecnica (- 10% circa).

 

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